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Anno selezionato: 2026
data di pubblicazione: 03-11-2026

Nella foto di copertina il gruppo di giocatori malgasci assieme ai nostri allenatori e giocatori italiani.
Una missione di sport, inclusione e solidarietà per gettare le basi di un progetto destinato a crescere nel tempo: le due società della Leonessa Brescia e dei Thurpos Cagliari hanno portato a termine con successo una missione in Madagascar (dal 20 al 30 ottobre), con l'obiettivo di promuovere e sviluppare il Baseball per Ciechi in un nuovo contesto internazionale, creando opportunità sportive e sociali per le persone non vedenti.
La spedizione ha rappresentato un'esperienza di grande valore umano e sportivo, ma anche una sfida impegnativa, caratterizzata da difficoltà logistiche, condizioni di vita complesse e una realtà profondamente diversa da quella a cui i partecipanti sono abituati.
Durante la permanenza in Madagascar, il gruppo ha avuto l'opportunità di conoscere e allenare dieci ragazzi non vedenti, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, affiancati da cinque assistenti vedenti. I ragazzi hanno dimostrato una buona preparazione tecnica di base, ma soprattutto una straordinaria motivazione, entusiasmo e voglia di apprendere, partecipando con grande interesse a tutte le attività proposte.
Un momento importante della missione è stato l'incontro con il presidente dei Lions, che ha manifestato grande interesse e disponibilità nei confronti del progetto, impegnandosi a collaborare per individuare e recuperare un campo da gioco adeguato. È stata inoltre espressa la volontà di promuovere un gemellaggio con il Lions Club di Brescia, con l'obiettivo di costruire una collaborazione stabile a sostegno dello sviluppo del Baseball per Ciechi nel Paese.
La delegazione ha fatto visita anche a un Istituto dei Ciechi, dove ha incontrato circa sessanta bambini non vedenti, alcuni dei quali in tenerissima età. In questa occasione sono state illustrate le potenzialità del Baseball per Ciechi non soltanto come disciplina sportiva, ma soprattutto come strumento di crescita, autonomia, integrazione e socializzazione.
Da questo incontro è nata un'ulteriore prospettiva concreta per il futuro: Elisè, il manager locale, si recherà presso l'istituto per affiancare alle attività scolastiche anche allenamenti di Baseball. È stato inoltre individuato, grazie agli assistenti vedenti, un terreno che potrebbe essere destinato proprio all'avvio delle attività sportive per i più piccoli.
Il lavoro svolto ha richiesto un grande impegno da parte di tutta la delegazione. Gli allenamenti sono stati intensi e hanno permesso di trasmettere ai partecipanti le principali regole, le nozioni tecniche e i fondamentali della disciplina, ponendo le basi per un percorso di apprendimento e crescita che dovrà proseguire anche dopo la partenza della delegazione italiana.
Accanto ai risultati sportivi, la missione ha richiesto capacità di adattamento, spirito di sacrificio e grande determinazione. Le condizioni igienico-sanitarie, le difficoltà negli spostamenti, le infrastrutture stradali particolarmente problematiche e una situazione generale di forte povertà hanno reso l'esperienza particolarmente impegnativa. Anche i trasferimenti internazionali, con viaggi di circa 36 ore sia all'andata sia al ritorno, hanno rappresentato un'ulteriore difficoltà.
La delegazione è stata ospitata dalle Suore Trinitarie di Roma, che hanno garantito accoglienza e supporto durante la permanenza.
Quella vissuta in Madagascar non è stata una semplice esperienza sportiva, ma una vera e propria missione, affrontata con professionalità, generosità e spirito di collaborazione. Un'esperienza che ha permesso di comprendere ancora una volta quanto il Baseball per Ciechi possa rappresentare molto più di una disciplina sportiva: uno strumento capace di offrire nuove opportunità, rafforzare l'autonomia personale, favorire l'inclusione e contribuire a costruire un futuro con maggiori possibilità.
Ora si apre la sfida più importante: garantire continuità al progetto.
L'obiettivo è che i ragazzi possano continuare ad allenarsi, consolidare quanto appreso e diventare progressivamente protagonisti e promotori del Baseball per Ciechi nel proprio Paese. La possibilità di coinvolgere anche i bambini più piccoli rappresenta un ulteriore elemento di grande valore, nella prospettiva di costruire un movimento locale che possa crescere nel tempo.
L'iniziativa assume inoltre un significato particolare nella prospettiva dello sviluppo internazionale della disciplina. L'Africa può infatti rappresentare un continente importante per ampliare la diffusione del Baseball per Ciechi e rafforzarne il percorso di riconoscimento internazionale, anche in vista dell'ambizioso obiettivo paralimpico.
L'AIBXC guarda quindi con grande entusiasmo alle prospettive aperte da questa missione e conferma la propria disponibilità a sostenere ulteriori iniziative in Madagascar e in altri Paesi africani, affinché il lavoro avviato possa trasformarsi in un progetto concreto, strutturato e duraturo.
Un ringraziamento speciale va a tutte le persone che hanno reso possibile questa importante missione: al tecnico Usman Muhammad, che ha guidato la spedizione, all'assistente Manuel Marchi, all'arbitra Bianca Casiraghi e al coach Marta Mastrantonio, per la professionalità, la dedizione e la disponibilità dimostrate in ogni momento. Un grazie altrettanto sentito a tutti i giocatori e nello specifico a Barbara Menoni, Giuseppe Tocco, Gaetano Casale, Marco Perra, Paolo Lizziero, che hanno partecipato alla spedizione, mettendo a disposizione tempo, energie e competenze, affrontando ogni difficoltà con grande spirito di squadra ed infine un grazie speciale va a Robert Alghisi che da tempo lavora presso diverse scuole per non vedenti in Madagascar ed ha supportato il gruppo durante questa missione.
L'AIBXC è orgogliosa del lavoro svolto e ringrazia tutti loro per aver portato, anche in Madagascar, i valori più autentici del Baseball per Ciechi.
Perché il valore di questo sport non si misura soltanto in ciò che accade sul campo, ma soprattutto nelle opportunità che riesce a creare nella vita delle persone.
Bologna, 3 novembre 2026










